mercoledì 25 febbraio 2015

Il lavoro della costumista: Milena Canonero e l'ispirazione

L'ho raccontato già altre volte, da piccola sognavo di fare la stilista. Penso si tratti di desiderio piuttosto comune tra le mie coetanee cresciute giocando con Gira la moda. I tessuti mi affascinano, sono attratta da colori, trame e stampe. Come ogni aspirante stilista che si rispetti ho sognato di realizzare delle mie collezioni e di vederle sfilare sulle passerelle di Parigi, Milano e New York. Anche un altro mestiere, sempre legato ad abiti e tessuti, mi ha sempre affascinata, quello del costumista cinematografico. Così, vista la recente vittoria agli Oscar 2015 di Milena Canonero per i costumi di The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (ve ne consiglio la visione), ho pensato di fare una breve ricerca per scoprire come nascono le idee e dove trova ispirazione una donna ricca di creatività come la Canonero.



Milena Canonero ha vinto ben 4 premi Oscar e ha ricevuto numerose candidature oltre ad altri prestigiosi premi. I suoi costumi sono diventati memorabili, come quelli legati alla sua collaborazione con Stanley Kubrick per Arancia Meccanica o Shining. Tuttavia, i costumi che più di tutti io preferisco sono quelli del film Marie Antoinette di Sofia Coppola che le sono valsi il suo terzo Oscar nel 2007, dopo quello per i costumi di Barry Lyndon (1976) e Momenti di gloria (1982).
Leggendo alcune interviste rilasciate negli anni da questa bravissima costumista ho scoperto come nascono i suoi abiti e dove trova l'ispirazione. In particolare mi ha colpita quello che racconta a proposito dei costumi di Marie Antoinette, per i quali ha trovato ispirazione in una scatola di Macarons di Ladurée.


Sono stati, quindi, i colori del dolcetto parigino per eccellenza ad ispirare la costumista al momento dell'ideazione degli abiti di scena che, infatti, ripropongono i colori pastello tipici dei dolci.
Sempre parlando di come nascono le sue creazione e del suo lavoro, la Canonero ha detto, in un'intervista, che il suo mestiere è molto diverso da quello dello stilista di moda, perchè meno individuale e autonomo, dato che deve confrontarsi con le idee dei registi e lavorare fianco a fianco con truccatori e parrucchieri. 
Torniamo ai dolci e, soprattutto ai loro colori, a come questi possano essere la scintilla da cui nasce la creatività. Per me partire dai colori è fondamentale. Ogni mio progetto comincia con la scelta dei colori, come vi ho raccontato qui. Nel caso del film Marie Antoinette, tra le scelte della costumista, quelle della regista, la fotografia e le scenografie, ci troviamo difronte ad una vera e propria esplosione di colori pastello, con sprazzi di forti e intensi fucsia e giallo. Una ricca palette a cui è impossibile rimanere indifferenti.

Foto Leigh Johnson/Sony Pictures

Se ancora non avete visto il film di Sofia Coppola Marie Antoinette, allora dovete rimediare, perchè vi assicuro che il meraviglioso lavoro della costumista Milena Canonero vi ispirerà, sempre che non siate troppo distratte dalla grande quantità di dolci che circondano la giovane regina di Francia!
Vi lascio con questa palette ispirata agli abiti del film, sognando di indossare anche io tulle rosa e piume bianche!


E voi, da bambine, cosa sognavate di fare una volta diventate adulte?
Piccola nota in chiusura, se volete vedere dal vivo i costumi disegnati da Milena Canonero per Marie Antoinette non perdetevi la mostra "I vestiti dei sogni", fino al 22 marzo presso il Museo di Roma.
A presto,
Fusilla Creativa

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